.: andrea trevisi web designer

H come Handicap.

Parlare di handicap è talvolta difficile: penso sia capitato a tutti di trovarsi in imbarazzo di fronte ad una persona con dei limiti fisici. Ma senz'altro più grave dell'imbarazzo è l'indifferenza che per molti anni c'è stata intorno a queste persone.

Il tentativo di produrre siti internet che siano accessibili a portatori di handicap non è, come qualcuno ha sentenziato, una moda passeggera, ma portare avanti il concetto che permettere al più ampio numero di persone di accedere ai contenuti di un sito sia un vantaggio per tutti, anche per il cliente.

La persona disabile non è necessariamente la persona in carrozzina: vi sono disabili con handicap verbali, uditivi, visivi (ipovedenti, ciechi, daltonici...), con problemi di dislessia, privi di abilità motorie...

In base alle stime ISTAT emerge che in Italia le persone con disabilità sono 2.615.000, pari al 5% circa della popolazione di 6 anni e più. La stima si basa su un criterio molto restrittivo di disabilità, quello secondo cui vengono considerate persone con disabilità unicamente quelle che hanno riferito una totale mancanza di autonomia per almeno una funzione essenziale della vita quotidiana.

Se consideriamo in generale le persone che hanno manifestato una apprezzabile difficoltà nello svolgimento di queste funzioni la stima allora sale a 6.980.000 persone, pari al 13% della popolazione. Tale dato è in linea con quello rilevato nei principali paesi industrializzati. Sfuggono tuttavia le persone che, soffrendo di una qualche forma di disabilità non fisica ma mentale, sono in grado di svolgere tali attività essenziali.

[fonte: www.disabilitaincifre.it]

I disabili in Europa sono più di 40 milioni: nell'era della globalizzazione chi può permettersi di rinunciare in partenza ad una simile potenziale clientela?

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